W la libertà d’espressione, però come la intendo io

In questi giorni uscirà in sala (per tre giorni, 17-18-19 settembre) il documentario “Chiara Ferragni – Unposted” dedicato alla nota influencer e imprenditrice e diretto da Elisa Amoruso (regista del documentario “Fuoristrada”, di qualche anno fa).

Dopo esser stato a Venezia 76 nella sezione “Sconfini”, con polemica al seguito ovviamente, il documentario approderà in sala.

Scandalo tra gli amanti del cinema, quelli veri, i puristi. Un documentario sulla Ferragni? A VENEZIA?! Su quella Ferragni lì che non ho mai seguito però mi sta tanto antipatica per motivi ignoti? Vade retro Satana, non avrai il nostro Cinema e la nostra purezza.

Se esistessero solo i grandi amanti del Cinema come Loro, lo stesso Cinema sarebbe morto anni fa. Il cinema non si può e non si deve limitare, confinare, inglobare. Punto.
Deve essere infinito, sconfinato e andare ovunque, deve poter raccontare ciò che vuole. A noi spettatori sta la scelta di cosa vedere o meno, senza immolarci a paladini della “scelta giusta”, come se fossimo detentori di una qualche verità sulla settima arte.

E cosa accade in questo inizio di settembre la settimana precedente all’uscita in sala? Un cinema di Torino (un multiplex eh, dove è difficile pensare proiettino solo i film di Ceylan, Dardenne, Bellocchio, Béla Tarr e Aleksandr Sokurov) dichiara pubblicamente che il documentario non sarà in programmazione nel loro cinema, come se ciò fosse una cosa di cui vantarsi, con tanto di post con locandina del documentario e una bella X rossa sopra. Ma sul serio?
Il cinema e/o l’esercente sono liberi di non proiettare un film. Ma sono liberi di farlo senza che questo debba essere rivendicato come un atto rivoluzionario, contro qualcosa che nel caso in questione è assolutamente inesistente. É piuttosto una presa di posizione dal sapore populista contro un personaggio più che contro un documentario (quanti cinefili certificati non vedono l’ora di scagliarsi contro personaggi come la Ferragni?), buona solo a generare la polemica e farsi pubblicità.
Dimenticando un dettaglio importante: si sta facendo pubblicità anche al documentario che si voleva demonizzare e che magari dopo questa inutile rimostranza avrà qualche spettatore extra.

Dunque, se vi fosse venuta voglia di vedere questo lavoro diretto da Elisa Amoruso, lo troverete nei cinema che lo vorranno proiettare il 17-18-19 settembre, distribuisce 01 Distribution. Poi magari su Tutti parlano di Cinema potrete raccontare come vi è sembrato.

E no, purtroppo non ci è arrivato alcun bonifico per questo articolo “a difesa” del documentario.

W il cinema, tutto tutto.

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